Che cos’è la polisonnografia

Che cos’è la polisonnografia

Che cos’è la polisonnografia

La polisonnografia è un esame diagnostico utile a individuare e dare un nome a diversi disturbi della sfera del sonno, così da porvi rimedio o almeno affrontarne i sintomi migliorando significativamente la qualità della vita del paziente.

Si tratta di un test senza particolari controindicazioni o rischi, che può svolgersi in una struttura ospedaliera o privata, oppure presso il domicilio. Il paziente dovrà dormire una notte collegato ai sensori di un polisonnigrafo, strumento in grado di rilevare i parametri fisiologici utili all’indagine. I dati raccolti durante l’esame vengono analizzati dai medici specialisti per fornire una diagnosi accurata del disturbo. L’esame del sonno può essere effettuato anche in età pediatrica.

Durante una polisonnografia i principali parametri registrati ed esaminati riguardano:

  • il battito cardiaco;
  • la respirazione;
  • l’ossigenazione del sangue;
  • le attività cerebrali e muscolari (EEG-EMG);
  • le posizioni assunte durante il sonno;
  • i movimenti degli arti;
  • i movimenti degli occhi.

LE FASI DEL SONNO

L’osservazione clinica di questi elementi consente di inquadrare eventuali anomalie nelle diverse fasi del sonno rispetto a quello che dovrebbe essere il loro sano e regolare alternarsi nel corso della notte.

In condizioni normali il sonno prevede diversi stadi e ripetizioni cicliche delle due fasi principali che lo caratterizzano. I primi quattro stadi (addormentamento, sonno leggero, sonno profondo e sonno profondo rigenerante) costituiscono la fase NON REM. Successivamente, rapidi movimenti oculari segnano l’inizio della fase REM (Rapid Eye Movement), che è anche la fase durante la quale si sogna. L’alternarsi regolare della fase NON REM e della fase REM, in media 3 o 4 volte per notte, fa sì che il sonno svolga correttamente la sua essenziale funzione ristoratrice sull’organismo.

Diverse cause fisiche o psichiche possono ostacolare o interrompere il ciclo del sonno appena descritto, ed è su queste che si andrà ad intervenire una volta individuate attraverso il test di monitoraggio. In particolare, i parametri rilevati durante una polisonnografia sono in grado di fornire informazioni utili rispetto a eventuali ostacoli nella respirazione (come ad esempio le Apnee Ostruttive nel Sonno), movimenti involontari di gambe e braccia, disturbi comportamentali sia durante la fase REM che durante la fase NON REM, dall’agitazione fisica che impedisce il riposo a episodi di sonnambulismo, somniloquio, bruxismo. Si tratta di un esame consigliato anche in caso di sospetta narcolessia o quando sussiste il rischio di cronicizzare problemi di insonnia.

COME SI SVOLGE LA POLISONNOGRAFIA

Durante l’esame al paziente non è richiesto altro che dormire. Sensori e cavi del polisonnigrafo sono pensati per lasciare la massima possibilità di movimento e riprodurre per quanto possibile le condizioni abituali di riposo notturno.

In alcuni casi il paziente può essere sottoposto al monitoraggio cardio-respiratorio (MCR) o poligrafia a domicilio e contribuire al monitoraggio compilando un diario del sonno. In questo caso sono escluse dalla rilevazione le attività cerebrali del paziente e l’esame si concentrerà sul flusso respiratorio, sull’attività cardiaca, sull’ossigenazione e sui movimenti del torace. Sta al medico specialista dare indicazioni su quale sia l’esame più appropriato in base alle informazioni raccolte e alle problematiche riscontrate a una prima visita con il paziente. Il monitoraggio cardio-respiratorio a domicilio può essere anche utilizzato come esame preliminare a una polisonnografia completa ed è particolarmente indicato quando si sospetta che all’origine del disturbo del sonno ci sia una sindrome delle apnee ostruttive (OSAS).