DISTURBI DEL SONNO

RIPOSARE BENE PER VIVERE MEGLIO

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è un disturbo respiratorio molto diffuso, che si verifica quando, durante il sonno, il respiro si interrompe improvvisamente a causa di un’ostruzione – totale o parziale – delle vie aeree superiori (palato, lingua, faringe ed epiglottide).

Se i muscoli che controllano queste ultime si rilassano e si restringono eccessivamente, possono provocare il russamento o, nei casi più seri, difficoltà respiratorie, come le apnee. In questi casi, l’organismo compie enormi sforzi per tentare di sbloccare il respiro: i polmoni spingono, il torace si contrae e si espande con forza e la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa aumentano. Per il cuore, lo sforzo è considerevole.

Grazie al personale altamente specializzato, siamo in grado di offrire totale assistenza ai pazienti che soffrono di disturbi respiratori del sonno: dalla diagnosi con un esame non invasivo e non doloroso chiamato poligrafia o MCR (monitoraggio cardiorespiratorio) – eseguito tramite un dispositivo, il poligrafo – fino alla terapia con CPAP (ventilazione a pressione positiva continua) utile per la cura dei disturbi del sonno.

Cause

Le apnee si verificano quando, nel sonno, le vie respiratorie superiori si ostruiscono e il respiro viene improvvisamente interrotto.
Questi episodi si possono ripetere anche più volte all’ora, rendendo il sonno frammentato e poco riposante, tanto che al risveglio, chi ne soffre, ha la sensazione di non aver riposato a sufficienza.

Le apnee del sonno sono favorite da alcune condizioni, quali:

  • ostruzione delle vie aeree superiori;

  • obesità/sovrappeso;

  • assunzione di farmaci per favorire il sonno e di tranquillanti;

  • abuso di bevande alcoliche prima di andare a dormire.

Sintomi

Chi soffre di Apnee Ostruttive del Sonno russa in modo molto evidente sin dalle prime fasi del sonno. Accorgersi di soffrire di OSAS non è facile, anche perché spesso alcuni sintomi possono essere imputati a semplici episodi occasionali.

Molto spesso sono i partner ad accorgersi del problema perché notano un frequente russamento e, nei casi più gravi, risvegli bruschi causati da fenomeni assimilabili al soffocamento. Spesso, al mattino, il paziente non è consapevole di essersi svegliato più volte durante la notte.

Per le persone che vivono da sole, il primo sintomo riconducibile all’apnea notturna è la sonnolenza diurna, che potrebbe interferire con le normali attività quotidiane e lavorative perché il paziente potrebbe addormentarsi mentre guarda la televisione, guida o durante una riunione.

Diversi sono quindi i sintomi legati a questo disturbo:

  • eccessiva sonnolenza diurna;

  • russamento;

  • difficoltà a concentrarsi;

  • stanchezza;

  • cefalea e/o bocca asciutta al risveglio;

  • sudorazioni notturne;

  • lieve perdita di memoria;

  • sbalzi di umore e irritabilità;

  • problemi nella sfera sessuale.

Diagnosi

Gli esami diagnostici per sapere se si soffre di disturbi respiratori del sonno sono la poligrafia o l’MCR (monitoraggio cardiorespiratorio) e la polisonnografia. Sono esami semplici, non invasivi e possono essere effettuati anche a casa.
L’esame consiste nella registrazione del sonno – attraverso il poligrafo o il polisonnigrafo, a seconda del test diagnostico da eseguire – per un tempo minimo di 4 ore, durante le quali vengono presi in considerazione e monitorati una serie di parametri, tra cui la regolarità della respirazione e l’ossigenazione.

Se dopo un accurato esame diagnostico emerge che i disturbi del sonno non sono legati a una particolare patologia, allora si potranno mettere in atto dei piccoli accorgimenti per migliorare la qualità del riposo, come: regolarizzare il ritmo sonno-veglia, limitare il consumo di nicotina e caffeina, non praticare esercizio fisico nelle 3-4 ore precedenti al coricarsi, seguire una dieta bilanciata per ritrovare il peso forma, consumare una cena leggera e possibilmente entro le 21, in modo da permettere una corretta digestione.

Terapia con CPAP: la cura per i disturbi respiratori del sonno

I disturbi respiratori del sonno, come le apnee ostruttive, possono essere risolti attraverso l’utilizzo di specifici ventilatori polmonari (CPAP) in grado di fornire una pressione positiva costante e calibrata in base alle esigenze del paziente. La CPAP consente di mantenere le vie aeree sempre aperte, fornendo l’aria necessaria al respiro ed evitando il rilassamento delle strutture anatomiche (palato, lingua, faringe ed epiglottide). Gli apparecchi più moderni, inoltre, prevedono un backup dei dati raccolti durante la terapia, che possono essere scaricati e analizzati tramite un software dedicato, con l’obiettivo di monitorare l’efficacia della cura dei disturbi del sonno e mettere a punto un trattamento sempre più mirato ed efficace.

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