Ossigenoterapia come funziona

Ossigenoterapia, come funziona? Dispositivi e modalità di somministrazione dell’ossigeno

L’ossigenoterapia è un metodo di cura che consiste nel somministrare l’ossigeno a pazienti affetti da varie patologie. Scopriamo di più.

COS’È E QUANDO È UTILE L’OSSIGENOTERAPIA?

Come abbiamo accennato, l’ossigenoterapia è un trattamento medico basato sulla somministrazione ai pazienti di una miscela gassosa, composta per la maggior parte da ossigeno. Questa cura è utile o necessaria per:

  • Pazienti affetti da patologie croniche, come ad esempio bronchite, fibrosi cistica, asma ed enfisema polmonare;
  • Pazienti che soffrono di patologie acute, quali ipotermia e shock anafilattici.

Lo scopo dell’ossigenoterapia è immettere una quantità adeguata di ossigeno nel sangue. Infatti, per alcuni pazienti, l’ossigeno che si respira normalmente con l’aria non è sufficiente. In queste circostanze, diventa necessario intervenire con un approccio mirato.

In particolare, l’ossigenoterapia è fondamentale per ripristinare una corretta ossigenazione dei tessuti, riducendo lo sforzo respiratorio e cardiaco dei pazienti e migliorando la qualità della vita.

OSSIGENOTERAPIA DOMICILIARE: INDICAZIONI SULLA SOMMINISTRAZIONE

Abbiamo visto come l’ossigenoterapia possa migliorare le condizioni di salute dei pazienti. Ma dove è possibile effettuarla?

  • In un centro sanitario (ospedale o altra struttura specializzata). Questa scelta è necessaria nel caso di pazienti in condizioni fisiche che richiedono un costante controllo dei parametri vitali.
  • A casa propria, in autonomia. Questa soluzione si applica se il paziente è affetto da una patologia cronica.

Ci sono poi almeno tre modalità differenti di somministrazione dell’ossigeno, tra cui:

  1. Serbatoi di ossigeno in forma gassosa. Si presentano sotto forma di bombole di ossigeno compresso, realizzate in metallo e di varie dimensioni. Quelle più piccole possono essere portate a casa dai pazienti per la terapia domiciliare.
  2. Contenitori di ossigeno in forma liquida. Come nel caso precedente, i contenitori di piccole dimensioni possono essere utilizzati a casa dal paziente stesso, in autonomia.
  3. Concentratori di ossigeno. Sono comodi, pratici e di semplice utilizzo. Questi dispositivi filtrano l’aria dall’ambiente e trattengono solo la quota di ossigeno, garantendo così la massima funzionalità. I concentratori di ossigeno funzionano con alimentazione elettrica, perciò è necessario disporre di una scorta di ossigeno in caso di blackout elettrico.

QUANTO OSSIGENO È NECESSARIO SOMMINISTRARE?

La quantità di ossigeno da somministrare può variare in relazione alla patologia e alle condizioni di salute del paziente. Possiamo distinguere tra due condizioni:

  • Terapia d’urgenza, per esempio in seguito a un trauma. In questa situazione, non c’è una quantità fissa di ossigeno da somministrare, ma il personale medico valuterà il singolo caso, stabilendo la quota di ossigeno adeguata.
  • Cura di contenimento, come ad esempio nel caso di una bronchite cronica. In questo caso, la quantità di ossigeno necessaria è valutata in base al quadro clinico del paziente.

L’ossigenoterapia è controindicata nei pazienti che soffrono di distress respiratorio o fibrosi polmonare. Tuttavia, in generale, la terapia non presenta particolari effetti collaterali, se non nel caso di sovradosaggio di ossigeno, che può provocare convulsioni, danni ai polmoni, all’orecchio medio e alla retina.