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Perché vengono le piaghe da decubito?

perché vengono le piaghe da decubito

Spesso dolorose e difficili da guarire, le piaghe da decubito (più correttamente chiamate lesioni da pressione) sono un fenomeno comune nelle persone costrette ad essere ferme o a letto per un lungo periodo, come anziani e malati. Queste lesioni della pelle si manifestano inizialmente con un arrossamento per poi evolvere in bolle e ferite e, nei casi più gravi, arrivare a muscolo e osso.

Ma perché si formano le piaghe da decubito?

Le lesioni da pressione (LdP) compaiono in zone del corpo che restano a lungo schiacciate: in questi punti, infatti, a causa della pressione, il sangue smette di circolare. Osso sacro, talloni e ossa del bacino sono le zone del corpo più facilmente colpite.

Ecco perché chi deve restare disteso nella stessa posizione per un lungo periodo rischia di andare incontro a questo fenomeno. Il fattore di rischio aumenta nei casi in cui la persona:

– ha difficoltà a mangiare e bere;

– ha la pelle umida o in parte già danneggiata dal contatto stretto con feci e urine;

– ha scarsa sensibilità nella cute e non sente il bisogno di cambiare posizione per il caldo o freddo;

– ha febbre, diabete, malattie neurologiche, polmonari, cardiache;

– soffre di obesità o è dimagrita molto negli ultimi 3 mesi;

– ha già una lesione da pressione o l’ha avuta in passato.

Cosa fare per prevenirle?

Igiene personale, movimento e alimentazione possono contribuire moltissimo ad abbassare il rischio che le piaghe da decubito compaiano e facilitare la loro guarigione.

Vediamo in che modo:

– igiene personale: controllare sempre che i punti più critici non siano arrossati, mantenere la pelle pulita con acqua e detergente neutro, utilizzare un panno morbido per asciugare delicatamente;

– movimento: a letto, utilizzare un telo per evitare trascinamenti e un cuscino sotto le gambe per evitare il contatto con i talloni; in carrozzina, appoggiare bene i piedi su una superficie come pavimento o poggiapiedi e fare piccoli movimenti ogni 15-30 minuti;

– alimentazione: seguire una dieta varia con proteine, vitamine e carboidrati e bere almeno 1 litro di acqua al giorno.

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