concentratori di ossigeno

Focus on concentratori di ossigeno

L’abbiamo imparato vivendo l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19: le patologie respiratorie sono tra le più gravi e difficili da trattare. Per far fronte a disturbi come insufficienza respiratoria o polmonite, uno dei metodi più efficaci consiste nell’ossigenoterapia, una pratica terapeutica che si effettua attraverso specifici strumenti: i concentratori di ossigeno. Tramite questi apparecchi, l’ossigeno presente nell’ambiente viene fornito direttamente al paziente con un’apposita maschera o cannula da ossigenoterapia, in modo semplice ed efficace: grazie ad apposti filtri, il dispositivo purifica l’aria dalla componente azotata, offrendo al paziente ossigeno al 96% di purezza.

I concentratori di ossigeno possono essere utilizzati comodamente anche a casa, grazie alle dimensioni ridotte di questi apparecchi, che di solito non superano i 3 Kg di peso. I concentratori di ossigeno, inoltre, possono essere di più tipologie: mobili, stazionari (indicati soprattutto per i pazienti che presentano una ridotta mobilità motoria) o alimentati a batteria. Quale che sia il modello prescelto, il concentratore di ossigeno è strutturato con una tecnologia che consente di regolare la quantità, la concentrazione e il flusso di ossigeno erogato. Qualora la concentrazione di ossigeno scenda sotto la soglia dell’82%, si attiva un apposito allarme, permettendo così un intervento immediato.  

PATOLOGIE RESPIRATORIE CHE RICHIEDONO UN CONCENTRATORE DI OSSIGENO

L’utilizzo di questi ausili – che, ricordiamo, non sono né dolorosi né pericolosi, sempre comunque tenendo presente la necessità di rispettare le indicazioni d’uso fornite insieme all’apparecchio – si rivela molto utile nel caso di patologie respiratorie sia acute che croniche

In particolare, i concentratori di ossigeno possono essere impiegati per contrastare le seguenti patologie:

  • Polmonite grave, che causa una profonda infiammazione degli alveoli i quali, di conseguenza, non sono in grado di compiere correttamente l’operazione di scambio tra ossigeno e sangue;
  • Asma, una patologia che comporta l’infiammazione e la restrizione dei bronchi. Nel caso gli attacchi d’asma siano particolarmente gravi, al paziente viene raccomandata l’ossigenoterapia;
  • Sindrome da distress respiratorio/displasia broncopolmonare, disturbi che colpiscono in particolare i neonati prematuri, i quali vengono così sottoposti a ossigenoterapia. Inoltre, si può ricorrere all’uso di concentratori di ossigeno anche a seguito di un intervento chirurgico, per periodi di tempo limitati. Questi ausili possono essere impiegati anche per patologie croniche, tra cui:
  • BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), una patologia di natura progressiva che provoca una lesione agli alveoli e, di conseguenza, una quantità insufficiente di ossigeno nel sangue;
  • Insufficienza cardiaca, che comporta l’incapacità, da parte del cuore, di pompare in quantità sufficiente sangue arricchito di ossigeno;
  • Fibrosi cistica, una malattia ereditaria che colpisce le ghiandole esocrine. Chi soffre di fibrosi cistica può avere le vie respiratorie ostruite da un muco denso dove prolificano i batteri, aumentando la probabilità di contrarre infezioni polmonari anche gravi;
  • Disturbi del sonno, come per esempio le apnee notturne, che causano un abbassamento dei livelli di ossigeno. 

I BENEFICI DEI CONCENTRATORI DI OSSIGENO MOBILI

I concentratori di ossigeno sono efficaci tanto sul piano terapeutico quanto a livello psicologico. Essendo totalmente portabili, infatti, questi dispositivi consentono ai pazienti di vivere con assoluta serenità il periodo della terapia, che può essere effettuata ovunque e senza alcun limite di tempo. In questo modo, i pazienti non sono più costretti a rimanere necessariamente presso il proprio domicilio, il che ha diretti benefici anche a livello psicologico.