19 marzo 2021, Giornata Mondiale del Sonno: perché dormire è una cosa seria

19 marzo 2021, Giornata Mondiale del Sonno

Siamo ormai abituati a celebrare quasi quotidianamente una ricorrenza: le giornate dedicate a un particolare tema, infatti, sono in costante crescita, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone su quel determinato argomento e attuare azioni concrete volte a migliorare la situazione attuale.

Il 19 marzo 2021, per esempio, si celebra la Giornata Mondiale del Sonno, un evento pensato proprio con lo scopo di puntare i riflettori su un tema di fondamentale importanza per la nostra salute: il corretto riposo.

PERCHÉ È IMPORTANTE DORMIRE

In una società come quella in cui viviamo, dove i ritmi sono sempre più frenetici e i momenti per ritagliarsi uno spazio tutto per sé sono veramente pochi, anche il sonno viene spesso messo da parte. Dopo una lunga giornata di lavoro, infatti, raramente si torna a casa, si consuma una cena leggera e si va a letto, magari dopo aver letto qualche pagina di un buon libro. No, oggi la maggioranza delle persone rimane sveglia fino a tardi, magari a navigare in internet o a guardare la TV, con il risultato che le ore totali di riposo notturno si riducono sempre di più. E se si pensa di recuperare tutto il sonno perduto durante il weekend per sentirsi meglio si è in errore: il corpo umano, infatti, ha un suo ritmo naturale, che sovente viene messo a repentaglio dalle cattive abitudini e il tempo di riposo perduto rimane tale, indipendentemente dal fatto che nel fine settimana ci si alzi due o tre ore dopo rispetto al solito.

Un aspetto fondamentale legato al corretto riposo riguarda le conseguenze che la mancanza di sonno può produrre nel quotidiano. Dormire male può causare irritabilità, mancanza di concentrazione, cefalea, sonnolenza diurna e molte altre problematiche che, oltre a influire negativamente sulla salute dell’organismo, possono avere spiacevoli ripercussioni anche sulla vita sociale e professionale.

IL SONNO E L’OSAS

Tra i disturbi del sonno più diffusi e al tempo stesso più sottodiagnosticati figurano le apnee ostruttive del sonno, una patologia che colpisce persone di ogni sesso ed età ma che spesso viene ignorata e, di conseguenza, non trattata. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) può essere causata da molti fattori, tra cui per esempio sovrappeso e obesità, ma anche disfunzioni anatomiche; in alcuni casi, inoltre, le apnee notturne possono derivare da problemi già in essere, come disturbi cardiovascolari. 

Nelle persone che soffrono di apnee ostruttive del sonno le vie aeree superiori si ostruiscono temporaneamente durante il riposo notturno, causando un’interruzione della regolare respirazione, il che può portare a frequenti risvegli durante la notte. Un riposo frammentario, a propria volta, può avere ripercussioni anche durante il giorno, dando luogo a diverse problematiche, tra cui cefalea, deficit di attenzione e sbalzi di umore. 

La Giornata Mondiale del Sonno del 19 marzo rappresenta una preziosa occasione per mettere in luce un disturbo così poco considerato come le apnee ostruttive del sonno, permettendo a tante persone di trovare un rimedio adatto a questo problema. 

Uno dei motivi per cui le apnee notturne sono così tanto sottodiagnosticate è che possono manifestarsi attraverso un sintomo molto comune: il russamento. La maggioranza delle persone, infatti, ritiene che russare sia più un fenomeno fastidioso che un sintomo di problemi riguardanti il sonno e, di conseguenza, si tende a non indagarne le cause. Al contrario, come confermano gli esperti in disturbi del sonno e numerose ricerche condotte sull’argomento, russare rappresenta un importante campanello d’allarme per la presenza di criticità e patologie legate al riposo e, come tale, deve essere preso in seria considerazione. Da questo punto di vista, il ruolo del partner o dei familiari è molto importante: se ci si accorge che chi ci sta accanto russa è bene farglielo presente e comunicarlo al proprio medico curante che, se stabilirà che la causa del fenomeno sono le apnee notturne, sarà in grado di indicare la terapia più adatta alla circostanza.